La storia


La storia 

Tutto comincia da Apreski Cat...

A fine settembre del 2015, dopo un'estate intensa, trascorsa a bordo di Maui, il primo catamarano costruito da Patrizio, la cui storia è rintracciabile in alcune pagine di questo blog, decidiamo di partire verso l'Egeo per assaporare luoghi inediti e insoliti alla volta del Peloponneso fino a Delos, Milos, Poros, Kitnos e altre meravigliose isole. Al rientro, dopo venti giorni di navigazione e di soste paradisiache, ci fermiamo a Trizonia per prendere ancora fiato e farci cullare dalle bellezze di questa mitica terra, dove molti navigatori si rifugiano per trascorrere l'inverno, ormai alle porte. E' quasi novembre già. il tempo comincia a vacillare mentre le giornate si accorciano, i colori si attenuano e l'aria é sempre più frizzantina. Decidiamo di rivisitare la piccolissima isola, che è più un riparo prezioso  e, certamente non per caso, ci imbattiamo subito in un bellissimo grande catamarano azzurro, che giace ferito, sostenuto da alcuni galleggianti di fortuna e la cui fine ci appare certa, come quella di molte barche, un tempo qui abbandonate da proprietari lontani e di cui si intravedono ormai gli ultimi lembi di alberi o canoe ancora, per poco, emerse. Comincia l'osservazione meticolosa della barca, mista ad analisi minuziosa dei particolari, immaginandone gli interni, le condizioni, la storia, i proprietari, le miglia percorse e, quasi per incanto, ci ricordiamo di averla incontrata una notte di tanti anni fa, in un porto a San Foca durante una notte tempestosa e surreale, dove aveva trovato rifugio da una tempesta, insieme ai suoi attenti e impavidi armatori. Ne confrontiamo le caratteristiche e siamo convinti ormai che sia lei, affranti ancora di più nel rivedere così spossata e dolorante quella che ci apparve come una aitante barca, capace di velocità e miglia. Continua la ricerca anche su internet, individuando a ritroso le possibili traversate fatte dalla barca, la sua storia, quella degli armatori, una coppia che ricordiamo, come un sogno vissuto in quella notte, affiatata e intraprendente, reduce da un viaggio lungo, di ritorno dal Portogallo. Miriadi di domande ci affollano la mente, mentre osserviamo il catamarano stremato dai continui sbuffi del mare, sorretto a malapena da galleggianti di fortuna, la cui fine ci appare certa. La guardiamo sonnecchiare nel suo lento e inesorabile declino, furtivi saliamo anche a bordo, per gustarne gli immensi spazi, la vivibilità, l'armamento  e cominciamo a sognare. Il giorno della partenza arriva, senza tregua, e salpando le rivolgiamo un ultimo sguardo ed un tiepido arrivederci, sperando che la sua tenacia la posa condurre un'altra volta fuori dal porto per intraprendere nuove navigazioni. E' sempre così, l'incontro con barche lacerate e doloranti nel loro abbandono ci porta ad immaginarne la vita, il passato, la storia ed è facile sentirne l'anima dentro che ancora scalpita nel desiderio di raccontarci ogni sua avventura vitale e ogni percorso compiuto. 





Una volta rientrati ahinoi!!! in Italia, cominciano inarrestabili le ricerche e comprendiamo che il catamarano visto era, in effetti, un altro, molto simile, stesso colore, identica forma e capace dunque di riecheggiare un ricordo lontano ma che non corrisponde alla realtà. Passano i giorni dal rientro, l'inverno ormai si affaccia inesorabilmente alle porte, provando ad allontanarci dai ricordi ancora così vicini di tiepide navigazioni a bordo del piccolo Maui,  quando una notte un sogno premonitore ci riporta a Preveza, seduti in un bar lungo le banchine del porto.  Sembrava reale, così incredibilmente possibile, ma allo stesso tempo lontano dalla realtà visto che eravamo appena rientrati e che potevamo soltanto immaginare un possibile ritorno in Grecia magari in primavera, e quindi il suo significato era solo legato ad un forte desiderio di rivedere quei luoghi e ad un rammarico per il maltempo in atto. Il giorno seguente, ancora una volta non per caso, entrando in uno dei social, un po' per noia, un po' per gioco, ci imbattiamo in un annuncio di vendita, un grido quasi disperato che descriveva un catamarano in sosta in un cantiere... appunto!!!, di Preveza da ben cinque anni e i cui proprietari avevano deciso di lasciare per motivi ancora a noi oscuri. E sorpresa delle sorprese, era proprio il catamarano che avevamo visto tanti anni prima, in quella famosa notte,  a San Foca, ormeggiato alla meglio a causa dell'inedita tempesta. Risultato prevedibile, in men di una settimana, eravamo a Preveza, in quel cantiere a visionare Barbagianni,  quello era il suo nome, soffermandoci su tutti i particolari, in preda ad eccitazione, incredulità, sorpresa e innamoramento già in atto. Avevamo risposto subito all'annuncio, organizzato il viaggio in poche ore a bordo della nostra mitica moto Africa Twin, compagna instancabile di avventura e di svolte, con un terremoto in atto e che ci ha visto tremare insieme alla terra in una notte a Plataria, facendoci sobbalzare doppiamente il cuore. 


Ora inseriamo alcune immagini del Barbagianni, sottolineando la straordinaria somiglianza  con l'altro catamarano che, a prima vista, a Trizonia ci aveva tratto in inganno, facendoci immaginare fosse lui!!!





Il primo incontro non ci lascia dubbi, vogliamo imbatterci in questa nuova impresa ardua, difficile ma sicuramente entusiasmante e cominciamo a prendere misure, individuare le spese, pianificare ogni dettaglio, fino a pensare a come procedere per portarlo in Italia dopo anni di cantiere. Diamo una veloce occhiata ai motori, mentre il tipo del cantiere osserva ogni mossa e visto che é domenica, nonostante gli accordi con i proprietari, ci ha concesso solo 10 minuti. Tempo che è volato e che è stato brevissimo per visionare il tutto, pensare alle mille idee che ci arrivavano all'impazzata, alle ipotesi che si alternavano nella mente, individuare pregi e difetti, osservare e misurare i dettagli. Ma nessun dubbio, ci rimettiamo in sella alla moto e raggiungiamo  Lefkada ancora calda, baciata dal sole e sembra di essere di nuovo in primavera, a sognare nuovi viaggi, inediti progetti, la vicina estate. E' fatta, abbiamo deciso, ognuno nella sua mente, chi in maniera più azzardata, chi più in preda ad un legittimo panico, ma il sogno di una notte è diventato realtà in una settimana, procediamo dunque a completarlo. C'è anche la vecchia Maui da piazzare e il destino si affaccia ancora sorridendo, in quanto in breve tempo  veniamo contattati da un simpatico ragazzo che da Roma viene insieme ad un perito a visionare il catamarano, prototipo autocostruito e di difficile comprensione, specie a coloro che amano le barche da cantiere, che si innamora e decide di portarlo via con sè. Che dire, se non che a volte la vita si mostra come una scacchiera perfetta, in cui tutti i pezzi si incastonano l'uno con l'altro,  in un gioco di coincidenze che sancisce il concetto del "doveva andare così"!!!


Riteniamo sia giusto e anche interessante pubblicare gli articoli prodotti quando Barbagianni (ora Maui 1)  é stato costruito in ben quattro anni da Roberto Pitturazzi in una cascina a Isolello, secondo un progetto innovativo e dalle prestazioni sorprendenti...










Intanto, Maui parte per Anzio e comincia la sua nuova avventura con Maurizio e Maui Galeazzi Sail....








Mentre andiamo a prendere il Barbagianni che sarà ribattezzato Maui 1 mantenendo così intatto il ricordo del primo catamarano costruito da Patrizio in cinque lunghi veloci anni ed il nome della nostra amata associazione Sail On Maui...






 Il catamarano rientra finalmente in Italia


Attraversando le isole ionie della Grecia


Gli amici ci vengono incontro ....




Intanto il Barbagianni va in cantiere per essere rivisitato e modificato secondo la progettualità creativa e tecnica di Patrizio. Di seguito alcune immagini, che spiegano più di mille parole il lavoro svolto....

















..... e la storia continua....






















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